Sanità: si prevede un taglio per i posti letto ospedalieri

Da alcune indiscrezioni apparse su importanti quotidiani economici, ci sarebbe un piano del governo per rimettere in sesto i conti della Sanità, in cui si prevede il taglio di 27mila posti letto. Una terribile sforbiciata che dovrebbe avvenire entro cinque anni, di cui la metà già nel 2011. In questo modo l’esecutivo vorrebbe rilanciare il sistema sanitario, in attesa della piena attuazione del cosidetto federalismo fiscale. Se dovesse passare la linea governativa i posti letto dovranno passare entro il 2014-2015 da 3,5 a 3 ogni mille abitanti, con un passaggio intermedio di 3,3 posti letto per mille abitanti, e di conseguenza anche il tasso di ospedalizzazione dovrà essere abbattuto dagli attuali 160 ricoveri ogni mille abitanti a 130 (145 nel 2011). Di questi valori solo Toscana e Veneto riescono a rispettare in questo momento. Gli inteventi di razionalizzazione e accorpamento si sono già avuti soprattutto al Centro-Nord, infatti dal 1997 al 2006 sono stati eliminati ben 288 ospedali. Al primo posto troviamo la Lombardia che ha perso il 59% delle strutture, Veneto e Puglia ne hanno eliminato il 50%, Emilia il 47%. Mentre al Sud non si sono avuti interventi di questo tipo, infatti solo pochissimi ospedali sono stati chiusi o accorpati. E probabilmente questa inerzia che trova riscontro nei disavanzi accumulati dal sistema sanitario rispetto alle assegnazioni di spesa con Fondo nazionale, tanto e vero che le regioni del Centro-Sud hanno accumulato il 70% del deficit totale (Lazio 7,5 miliardi, Campania 5 miliardi; Sicilia 3 miliardi).

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