Regione Campania: Case di Cura in crisi:accumulato circa 1 miliardo di crediti dalle Asl

Morire di credito si può: per le imprese fornitrici di beni e servizi della Sanità Regionale della Campania (Case di cura, farmacie e centri specialistici) che sperano in un intervento da parte del Governo ed in particolare del ministro Maurizio Sacconi. La difficile crisi economica, il cronico dilatarsi dei tempi di rimborso delle prestazioni, il sostanziale fallimento dell’operazione Soresa 2 per l’azzeramento del debito e la difficoltà a rendere bancabili i crediti certificati dalle Asl, rendono ormai prossimo l’irreversibilità della crisi. In ginocchio ci sono migliaia di strutture che impiegano oltre 25 mila addetti per un comparto, quello dei servizi, che è a rischio bancarotta in tutto il Paese. L’unica salvezza sarebbe la convocazione di un tavolo con la Regione per raggiungere un accordo per la stipula di accordi transattivi, tipo quelli stipulati dall’Aiop con la Regione nel 2004 che fecero risparmiare alle Casse di Palazzo Santa Lucia circa 350 milioni di euro, senza contare il blocco delle spese fuori bilancio per azioni legali di recupero forzoso del credito. Purtroppo la Regione Campania sembra non abbia molte soluzioni, e dopo aver confermato con una norma l’impignorabilità dei conti correnti delle Aziende Sanitarie (ma sembra che sia incostituzionale !!!) si starebbe pensando a un ennesimo provvedimento per disciplinare accordi di dilazione da risolvere entro l’arco di un anno  tra le Asl e alcuni istituti di credito che sarebbero già disponibili. Ancora una volta un’operazione di factoring.

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